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La dimora

Un luogo che racchiude la storia e la cultura delle nostre terre. Un rifugio dalla vita frenetica della città. Pur mantenendo le peculiarità di una casa offre servizi al pari un hotel di lusso e rifiniture in stile antico-moderno.  

Ci sono case che non
si arredano: si
ereditano

Questa era una casa di paese come le altre: muri di pietra, scale strette, stanze piccole per tenere il caldo d’inverno.

Il recupero non ha cancellato niente di tutto questo. Ha tolto quello che non serviva e lasciato dove stavano il portone, le travi, i ricami, la credenza. Poi ha aggiunto le cose che oggi rendono una casa abitabile – e le ha messe dove non danno fastidio.

Il risultato non è un museo e non è un albergo. È una casa in cui si può stare, e che si porta appresso la memoria di chi l’ha attraversata: viaggiatori, mercanti, e i briganti che a queste montagne hanno dato il nome.

L'inventario

Nove dettagli da non perdere

Nessuna di queste cose è stata creata per arredare: ognuna ha una provenienza, e quasi sempre anche un nome.

01

Il portone

Risale al 1930 e lo fece a mano un artigiano di San Donato. È l’ingresso della camera Cedrone: non lo abbiamo sostituito, solo rimesso in sesto.

02

Il ricamo del paese

Nel soggiorno. Il profilo che si vede non è un disegno decorativo: è la sagoma di San Donato vista dalla valle.

03

Le chiavi

Appese in camera. Aprivano serrature di case che non ci sono più; le abbiamo tenute perché il ferro dura più delle porte.

04

La porta della brigantessa

Dipinta, all’inizio del corridoio. Racconta Rosa Cedrone, che da queste montagne non si è mai allontanata.

05

La radio

Sulla credenza, con gli oggetti che le stavano intorno. Non funziona più, e va bene così.

06

I centrini

Fatti dalle nonne del paese, all’uncinetto. Nella camera Cedrone rappresentano i numerosi disegni di abili mani antiche.

07

Il lavello di pietra

In cucina. Scavato in un blocco unico dagli scalpellini, il mestiere che a San Donato ha costruito i muri di mezzo borgo.

08

L'intreccio di vimini

Un dettaglio appoggiato sul legno: paglia e vimini lavorati a mano, come si facevano i cesti per la raccolta.

09

La sacca di cuoio

Con un telo ricamato. Roba da viaggio, di quando per andare da un paese all’altro i valichi si passavano a piedi.

Il silenzio della montagna,
l’anima del borgo

Gli spazi

Una casa intera, non una stanza

Ci sono tre ambienti in comune, e restano vostri: non si divide niente con estranei.

La cucina

Il lavello è di pietra. È la stanza dove si finisce a parlare, quando si rientra con le gambe stanche.

Il soggiorno

Un ambiente caldo e non per caso: è il posto dove poter vivere l’esperienza più calorosa.

Il bagno

Semplice e completo, con acqua calda in abbondanza: dopo una giornata di cammino conta più di ogni altra cosa.
Le mani

Chi ha fatto queste cose
lo ha fatto a mano

I centrini, il portone, i ricami: al paese i mestieri erano questi, e qualcuno li fa ancora. Il fabbro lavora il ferro come si lavorava; lo scalpellino taglia la stessa pietra dei muri di casa.

Se volete vederli da vicino, le botteghe sono a pochi minuti da qui e i laboratori li tengono loro.

Le stanze

Chiavone è la grande, Cedrone la più piccola in fondo al corridoio. Erano due persone vere, non due temi d'arredo.

Camera del Brigante Chiavone

Ha la testata in legno scolpito e le finestre che danno sui vicoli e sui tetti. È la più ampia delle due.

Camera della Brigantessa Cedrone

Ha la pietra a vista e i centrini all’uncinetto, e la porta dipinta è appena fuori.
Le immagini della casa

Dolci sguardi

Domande frequenti

Orari, chiavi, parcheggio:
le domande di sempre

Le risposte che diamo più spesso sono raccolte nelle FAQ. Se non trovate la vostra, scriveteci.
San Donato Val di Comino, Italy